Libero arbitrio: una controversia senza fine

Riflettiamo sulla differenza tra libertà e libero arbitrio.

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Domandarsi se il libero arbitrio esiste o è solo un’illusione è centrale nella comprensione dell’universo e dell’esistenza umana.

Ma libero arbitrio e libertà sono la stessa cosa? Molti credono che i due termini siano interscambiabili ma la questione è molto più complicata di quanto sembri; il primo è legato all’autonomia interna – avere la possibilità e la capacità di essere liberi di decidere per sé -, il secondo è invece una questione di autonomia esterna, essere liberi da costrizioni esterne che impediscono di agire come si vorrebbe. Spesso si può essere in possesso del libero arbitrio e privi di libertà; pensiamo al caso in cui si decide di parlare delle proprie opinioni ma ci sono cause esterne che impediscono di farlo.

Da secoli questo argomento solleva discussioni che interessano discipline umanistiche e scientifiche spesso in conflitto tra loro nonostante i tentativi di collaborazione. È capace l’individuo di determinare liberamente e consapevolmente il proprio agire? È responsabile delle proprie azioni? Queste domande, che soprattutto oggi suscitano grande interesse, hanno condotto a diverse posizioni, portando il negazionismo a prevalere sull’idea che il libero arbitrio ci appartenga. I nuovi risultati scientifici mostrano infatti che le nostre azioni dipendono da alcune aree del cervello che intervengono prima che il soggetto sia consapevole di agire in un determinato modo. La negazione del libero arbitrio non vuole privare l’uomo della sua identità che dipende dall’insieme dei dati, delle esperienze e delle conoscenze immagazzinate nel corso della sua esistenza. Il nostro Io è però messo in pericolo dalla tecnologia che tende a sostituire l’agire umano nei contesti quotidiani; la costruzione di nicchie cognitive complesse ha condotto le cose ad assumere un valore morale superiore a quello della persona.

I neuroscienziati, con le nuove scoperte, hanno dichiarato l’infondatezza e l’inammissibilità del libero arbitrio, anche se non mancano casi di compatibilisti che sostengono il contrario. Il loro tentativo è mostrare come i fenomeni neurologici siano liberi e al tempo stesso sottoposti a leggi fisiche che ne regolano il funzionamento; i risultati ottenuti, però, non annientano le posizioni neuroscientifiche che escludono la possibilità di libertà di tutto ciò che sottostà alle leggi naturali. Negli ultimi decenni, come già accennato, le posizioni scettiche riguardo l’esistenza del libero arbitrio hanno ricevuto più consensi; negare la sua esistenza conduce a mettere in discussione uno dei capisaldi della cultura occidentale ovvero l’idea che vi sia un “Io” capace di sottrarsi alle leggi fisiche; considerarsi enti liberi vuole dire sfuggire al determinismo che regola la natura. In noi dovrebbe esistere “qualcosa” capace di resistere alle leggi del mondo. Quel qualcosa è l’Io: la specifica porzione della persona ritenuta libera di scegliere i suoi pensieri e le sue sensazioni.

La dimostrazione scientifica dell’illusorietà del libero arbitrio ha come conseguenza la negazione dell’Io o di una sostanza cartesiana pensante in grado di sottrarsi alle leggi a cui è sottoposta la materia. La negazione dell’Io non porta con sé la negazione di “identità”, ogni uomo è rappresentazione di una serie di idee, pensieri, preferenze ed esperienze che definiscono il suo modo di essere unico. Questa posizione sembra però folle al determinista convinto che in noi non ci sia nulla in grado di agire liberamente; l’identità si forma attraverso un meccanismo psichico che alcuni scienziati chiamano “interprete”. La sua prerogativa è quella di selezionare alcune nostre esperienze per unirle a formare una storia il più possibile coerente.

Alla luce di quanto è stato appena detto si comprende come questo tema sia controverso tanto da impedire una posizione definitiva. Si nota, però, conseguentemente alle recenti scoperte scientifiche, come siano preponderanti le teorie negazioniste. Sembrerebbe quindi che la possibilità di scegliere e decidere sia soltanto un inganno e che tutto sia già stabilito. Nessuno è però pronto ad arrendersi all’idea di non essere libero.

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