Dove puoi trovare i classici del teatro di ogni tempo, la tradizione teatrale italiana e tante emozioni, se non al Teatro Quirino Vittorio Gassman?!
Il Teatro Quirino Gassman ha da poco concluso una stagione di grandi successi di pubblico e critica, con un riscontro entusiastico anche da parte del pubblico più giovane. La vocazione di questo teatro, immerso nel cuore della Città Eterna, a due passi da Fontana di Trevi, è quella di portare avanti la più alta tradizione teatrale, sapientemente dosata tra i testi degli autori italiani di ogni epoca, i classici del teatro internazionale e le proposte contemporanee, sempre con compagnie di eccellenza e nomi di grande richiamo, della scena nazionale. Questo è il teatro della tradizione, che si sa rinnovare e aggiornare ad ogni stagione.
Anche quest’anno non si è tralasciato nulla nel cartellone, seguendo un menù teatrale completo, che nel suo insieme, come ogni anno, ha offerto tutte le pietanze più ghiotte ma anche originali della storia del teatro, fino ai piatti del giorno.
La stagione appena conclusa, si era aperta con “Anfitrione” di Plauto, per la regia di Emilio Solfrizzi, grande classico dell’antico teatro romano. Una trama avvincente inscenata in modo magistrale.
C’è stato l’appuntamento col brivido con “Trappola per topi” di Agatha Christie. Una narrazione incalzante, tra thrilling ed ironia, che si è mossa tra creature ambigue, coinvolgendo il pubblico e svecchiando al punto giusto le convenzionali atmosfere inglesi d’epoca. Non è facile portare il giallo sulle tavole del teatro, tanto più nell’epoca delle super-serie tv, eppure questa magia al Quirino Gassman riesce sempre.
Il momento clou della stagione forse è stata la lunga tappa dello spettacolo “Franciscus” di e con Simone Cristicchi, che con la sua capacità narrativa, le sue musiche originali e la semplicità efficace delle scene, ha raccontato Francesco d’Assisi, attraverso le vicende e le parole di Cencio, uno “stracciarolo” contemporaneo di Francesco, che va a collocare il poverello d’assisi proprio in mezzo a noi. Spettacolo altamente toccante.
Spazio anche alla commedia americana del ‘900, con Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia in “La strana Coppia” di Neil Simon, autore acuto ed ironico, che ci ha rappresentato il lato meno “mainstream” e hollywoodiano dell’America degli anni ‘50 e ‘60.
Moni Ovadia invece è stato protagonista dell’efficace e suggestiva rivisitazione di “Moby Dick” il capolavoro di Melville, che da sempre affascina e strascina tra le onde e gli spruzzi, adulti e ragazzi. Scene ed effetti di grande impatto.
Naturalmente non sono mancati gli appuntamenti di rito con Pirandello, Shakespeare e Molière.
Di forte impatto i due eventi speciali fuori abbonamento, entrambi per la regia di Saverio La Ruina, con le musiche originali di Gianfranco De Franco, che hanno portato il programma nel teatro contemporaneo.
Il primo è stato “Polvere – Dialogo tra uomo e donna” cheaffronta il tema della pressoché inevitabile presenza della violenza fisica nel rapporto tra uomo e donna. Una rappresentazione che non vuole entrare nel merito del femminicidio, ma racconta in modo preciso la “naturalezza” di certe dinamiche nei rapporti di potere all’interno della coppia.
A questa pièce ha fatto seguito “Dissonorata – Un delitto d’onore in Calabria”, la drammatica storia, che potrebbe apparire abbastanza scontata, di una donna calabrese, ma che partendo dal profondo sud invita a riflettere sulla condizione femminile più in generale, intrecciando voci di madri, nonne e figlie, in un gioco tra dramma e ironia.
La stagione si è conclusa con “Crisi di nervi”, il celebre lavoro di Anton Čechovin tre atti unici, con l’ottimo adattamento di Peter Stein e Carlo Bellamio. Questo testo importante ci riporta alla svolta artistica dell’autore, che dopo l’insuccesso delle sue prime due opere, giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville.
Questa completezza di programmazione, dove gli ingredienti ci sono tutti e sono ben amalgamati, per un prodotto complessivo gustosissimo, di alta qualità, rispetta le prerogative storiche di questo teatro romano, che non a caso nel suo nome include anche quello dell’indimenticabile Vittorio Gassman, che qui ha dato molto della sua arte.
In perfetta continuità la direzione del Quirino Gassman ha già presentato la nuova stagione 2025-26 il 5 maggio scorso, facendo di questa occasione, un ulteriore evento teatrale. Il direttore del teatro Rosario Coppolino, ha ufficialmente presentato un cartellone ancora una volta pieno di quantità, qualità e varietà di scelta, con grandi nomi e titoli importanti.
Dal 30 settembre il palcoscenico del teatro, sul quale si sono cimentati da Ferruccio Benini a Ettore Petrolini, da Eduardo De Filippo a Vittorio Gassman, Carmelo Bene, Carlo Giuffrè, Giorgio Strehler, Paolo Stoppa, Paola Borboni, Luca Ronconi, ospiterà una serie di lavori tra i migliori che l’attuale panorama teatrale possa offrire.
La stagione si aprirà con “Titus – Why don’t you stop the show?” di Shakespeare, per la regia di Davide Sacco, con Francesco Montanari e Marianella Bargilli. Per citare ancora, sarà in scena “Indovina chi viene a cena? “di William Arthur Rose, tratto dall’omonimo e celeberrimo film. Ci sarà anche un interessante lavoro di genere poliziesco, “Tenente Colombo, analisi di un omicidio”, tratto dall’amatissimo personaggio dell’altrettanto amato telefilm degli anni ‘70/’80. Tra le pièce più particolari ci sarà un lavoro dell’autore francese Romain Gary, affidato all’interpretazione e alla regia di Silvio Orlando “La vita davanti a sé”, che tratta di un bambino musulmano cresciuto in un ambiente nel quale vengono ospitati i figli di prostitute.
Ci sarà anche un classico del teatro napoletano “Il medico dei pazzi”, commedia di Edoardo Scarpetta e anche “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo, un capolavoro della letteratura novecentesca, con Alessandro Haber. Ci sarà il ritorno al teatro di Laura Morante per interpretare la pièce “Insieme”. E ancora autori come Gilberto Govi, Edoardo De Filippo, Pirandello, Machiavelli e Shakespeare.
Ma tutto questo eccellente lavoro, bel clamore e grandi prospettive, sono stati accompagnati da una dolente nota per il Teatro Quirino Gassman.
Nell’occasione della presentazione è stata infatti illustrata anche la questione della proprietà del teatro, che è in bilico tra il Direttore in carica e quello precedente. Dal 1871 al 2023 la proprietà del teatro è stata del Ministero dell’Economia, il quale ha deciso di mettere in vendita la struttura, nello stesso anno in cui la direzione passava dall’attore napoletano Geppy Glejeses al produttore e attore Rosario Coppolino, che sta tentando di acquistare la proprietà del teatro. Coppolino in conferenza ha annunciato che, esercitando il cosiddetto diritto di prelazione del conduttore dell’immobile, ha versato una caparra per bloccare così l’iter dell’acquisto, già avviato da Glejeses.
A ciò ha fatto seguito un’ulteriore svolta nella questione, per la quale la direzione del teatro ha fatto questo comunicato ufficiale, di cui segue un estratto dei punti salienti:
“In riferimento alla spiacevole questione relativa all’acquisto dell’immobile Teatro Quirino Vittorio Gassman, per evitare la diffusione di notizie tendenziose e pregiudizievoli della nostra reputazione, ci preme comunicare quanto segue: Il giorno 26 maggio 2025 la Quirino srl Impresa sociale non ha potuto procedere all’acquisto del Teatro Quirino, nonostante avesse regolarmente esercitato il diritto di prelazione nei tempi e nei modi corretti… siamo venuti a conoscenza di un contratto di comodato d’uso stipulato in data 5 febbraio 2025 tra la Invimit sgr spa e la United Artists con il quale le veniva concesso in uso il Teatro Quirino, nonostante il nostro regolarissimo contratto di locazione con scadenza 30 settembre 2031… Pertanto, alla luce di quanto sopra, ribadiamo la nostra piena legittimità a continuare la gestione del Teatro Quirino Vittorio Gassman fino alla data di scadenza prevista da contratto, settembre 2031…”.
Questioni sgradevoli delle quali gli spettatori farebbero volentieri a meno, ma che emergono e agitano l’opinione pubblica e gli amanti del teatro, la cui unica speranza e interesse è che “lo spettacolo deve continuare”.
Nel mentre, per l’appunto, l’attività del Teatro Quirino Vittorio Gassman, non si ferma neanche a giugno.
Per celebrare il centenario della nascita del maestro Andrea Camilleri, dal 6 all’8 giugno 2025 si terrà l’evento “Le cucine di Camilleri”, una tre giorni ricca di eventi dedicati alla cultura e all’enogastronomia, ispirata all’universo di Camilleri, che era un noto buongustaio un po’ come il Dottor Pasquano del suo Commissario Montalbano. Un percorso culturale e sensoriale che amalgama letteratura, arte e sapori del territorio ragusano, con il coinvolgimento dell’Antico Circolo di Conversazione, del Teatro di Donnafugata, della centrale Piazza Duomo e della Chiesa San Vincenzo Ferreri all’interno dei Giardini Iblei.
Tutto ciò ricorda che il teatro è una fonte infinita e poliedrica di cultura e svago, nelle forme più varie e che è il più straordinario mezzo di divulgazione di valori umani e socialità


