martedì 19 Maggio, 2026

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Il niente che posso

Il tuo odore è piccolo,  

si può accartocciare 

e mettere in tasca, 

da tenere per merenda.  

La tua voce sottile, 

da ascoltare alla mattina  

e celare nella mente, 

come un gracile grillo tra le dita. 

Le tue mani timide,  

germogli tempestati di rugiada 

nel deserto d’ogni finzione. 

E il tuo passo da uccellino,

 m’innalza e abbatte  

ogni volta quando sfiori la vita, 

che ti immagino volare via.