Il tuo odore è piccolo,
si può accartocciare
e mettere in tasca,
da tenere per merenda.
La tua voce sottile,
da ascoltare alla mattina
e celare nella mente,
come un gracile grillo tra le dita.
Le tue mani timide,
germogli tempestati di rugiada
nel deserto d’ogni finzione.
E il tuo passo da uccellino,
m’innalza e abbatte
ogni volta quando sfiori la vita,
che ti immagino volare via.

